Interrogazione
Parlamentare dell'On. Apolloni sulla
valorizzazione della figura professionale
degli amministratori di condominio
Resoconto
stenografico dellAssemblea
Seduta n. 750 del 28/6/2000
Iniziative per valorizzare la figura
professionale degli amministratori di
condominio
PRESIDENTE. Passiamo allinterrogazione
Manzione n. 3-05919 (vedi lallegato
A - Interrogazioni a risposta immediata
sezione 4).
Lonorevole Apolloni, cofirmatario
dellinterrogazione, ha facoltà di
illustrarla.
DANIELE APOLLONI. Signor Presidente del
Consiglio, il mio intervento mira ad
ottenere una maggiore considerazione da
parte del Governo, e di conseguenza del
legislatore, nei confronti di unattività
professionale che nel tempo ha acquisito
sempre più una preziosa costante nella
vita di milioni di italiani.
Dagli anni quaranta, epoca di
promulgazione del codice civile, le
competenze professionali degli
amministratori di condominio hanno
registrato una crescita esponenziale.
Oggi, infatti, gli amministratori di
condominio sono non solo tecnici del
settore, ma anche esperti giuristi e
fiscalisti. E evidente che tale
situazione caratterizza un settore che
rappresenta un mercato di notevoli
dimensioni. Ecco perché, signor
Presidente del Consiglio, le chiedo se
ritenga opportuno promuovere iniziative
volte ad individuare le caratteristiche
ed i requisiti necessari allo svolgimento
dellattività di amministratore di
condominio, proprio in considerazione del
progressivo e costante sviluppo del
settore in esame e dellattuale
assenza di regole certe che tutelino le
aspettative e i diritti dei consumatori,
nella fattispecie di milioni di condomini.
PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio
dei ministri ha facoltà di rispondere.
GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio
dei ministri. Mi fa piacere rispondere a
questa interrogazione che mi riporta ad
un tema di cui mi occupai quando ero
presidente dellautorità antitrust,
in particolare in occasione di una
controversia nel corso della quale erano
sorti dubbi sulla concorrenzialità allinterno
del settore, che peraltro mi parve già
da allora caratterizzato dallesistenza,
comunque, di una pluralità di
associazioni che opportunamente erano
chiamate a concorrere fra loro nelloffrire
agli utenti il servizio migliore.
Questo è quanto penso debba accadere, in
un clima nel quale - lei ha ragione - le
prestazioni richieste allamministratore
di condominio non sono più quelle di una
volta, limitate a tenere i conti per il
costo del portiere o del gasolio. Oggi,
con le tante normative che gravano sulla
tenuta degli immobili, sulla loro
sicurezza, sulla loro manutenzione, sulle
varie implicazioni - ad esempio la
collocazione di antenne sugli immobili
per finalità UMTS, di cui parlavamo poco
fa - le conoscenze richieste allamministratore
di condominio si sono moltiplicate così
come le responsabilità che lo stesso
deve assumere. Egli, infatti, concorre
alladozione di decisioni delle
quali poi porta la responsabilità. Che
vi siano normative atte a definire meglio
gli standard professionali, che vi siano
normative che stabiliscano una
piattaforma comune di qualificazioni
irrinunciabile, a mio avviso, è
auspicabile.
Desidero rispondere con chiarezza, fino
in fondo, al di là di ciò che lei ha
affermato, che il fatto che tutto ciò si
debba tradurre nella creazione di un albo
per rendere tale professione esclusiva, a
beneficio di coloro che si sono iscritti
allalbo, mi pare contrastare con
gli orientamenti generali che,
giustamente, la nostra legislazione sta
assumendo. Essa, infatti, riserva lesclusiva
a quelle attività che, in ragione della
specificità dei requisiti richiesti,
della preparazione professionale, degli
studi universitari necessari, non sono in
alcun modo svolgibili se non da coloro
che hanno frequentato un determinato
corso di laurea o di specializzazione. Da
questo punto di vista, una sana
concorrenza tra più associazioni, le
quali concorrano nei confronti dellutenza
per attestare la migliore qualità degli
amministratoridi condominio, che ciascuna
di esse è riuscita ad associare, mi pare
possa essere la soluzione migliore nellinteresse
di quegli utenti dei quali lei parla, dal
momento che immagino lei intenda parlare
proprio nel loro interesse e non di
quello di coloro che sono al servizio
degli stessi
PRESIDENTE. Lonorevole Apolloni,
cofirmatario dellinterrogazione, ha
facoltà di replicare.
DANIELE APOLLONI. Signor Presidente,
signor Presidente del Consiglio, la
ringrazio per la risposta e mi fa piacere
che lei riconosca le difficoltà che gli
amministratori di condominio affrontano
nello svolgimento dei propri compiti. Non
posso chiaramente ritenermi soddisfatto,
perché nel nostro paese sono ubicati
circa due milioni e mezzo di condomini,
nei quali vivono milioni e milioni di
italiani. Tale cifra, come lei ben sa, è
destinata a crescere considerato lo
sviluppo urbanistico e tecnologico. La
promozione di iniziative dirette ad
individuare le caratteristiche e i
requisiti necessari per lo svolgimento
dellattività di amministratore di
condominio è, quindi, un problema di
primordine. A conferma della
rilevanza che tale figura riveste nella
società italiana, ricordo che, insieme
con il sottosegretario per i lavori
pubblici, il sottoscritto con il proprio
gruppo di appartenenza, lUDEUR, ha
presentato una proposta di legge dal
titolo: Istituzione del fascicolo
del fabbricato nei condomini. In
parole povere si tratta della carta didentità
del condominio e, guarda caso, la sua
diretta gestione rientra fra i compiti
dellamministratore di condominio.
Signor Presidente, ciò è sufficiente
per comprendere la necessità di un
adeguamento per questi professionisti
anonimi, privi del benché minimo
riconoscimento, se non lessere
menzionati - sottolineo menzionati - dal
codice civile.
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